GILDA DEGLI INSEGNANTI

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La Replica di Gianfranco Giovannone a Marcello Veneziani

Veneziani: pressapochismo + disinformazione .

di Gianfranco Giovannone, dalla Gilda di Napoli, 9 gennaio 2006

 

E pensare che Marcello Veneziani è uno dei pochi intellettuali che può vantare (?) il centro destra! (sinceramente non ricordo gli altri due o tre, al momento, spero che nessuno sia così buontempone da inserire nella categoria “intellettuali” l’attuale presidente del senato Marcello Pera).

Nel mio libro (“Perché non sarò mai un insegnante”, Longanesi) me la sono presa soprattutto con il catastrofismo della mia parte politica, il centro-sinistra, e nelle presentazioni fatte un po’ in tutta Italia, anche con la Gilda, ci ho tenuto a precisare che non prendevo neanche in considerazione l’attuale maggioranza di governo perché parlare di “idee del centro destra” per me è nient’altro che un ossimoro.

L’intervista a Veneziani, che pure quando va in televisione non sfigura, dimostra che non mi sbagliavo. Il pressappochismo e la disinformazione sono così evidenti che viene da sbadigliare a cercare di confutare le sue risposte (anche l’intervistatrice non scherza, però!).

Leggendo il numero di Repubblica in edicola il giorno dopo la sua intervista, Veneziani avrà forse notato la lettera di Letizia Moratti che sosteneva, come sanno tutti, che il numero dei diplomati e laureati italiani è ormai in linea con la media europea, altro che “tendenza strutturale” al peggioramento.

E poi, qualcuno dovrebbe avvertire Veneziani che nei trent’anni in cui la scuola avrebbe subito un “forte declino qualitativo” siamo passati dalla scuola d’èlite alla scuola di massa, un fenomeno storico-sociale di democratizzazione del sapere di portata storica, che comunque non ha intaccato l’eccellenza della nostra scuola primaria e dei Licei. Se Veneziani sapesse qualcosa di scuola dovrebbe uscire dalle affermazioni generiche che immagino abbia fatto direttamente dal suo letto, ancora un po’ assonnato, prima di prendere il caffè, e dire che il problema urgente della scuola italiana riguarda il settore dell’istruzione tecnica e professionale, che le leggi Moratti stanno affossando definitivamente. Ma forse un intellettuale non può sporcarsi le mani con queste technichalities , preferisce le conversazioni da scompartimento ferroviario tipo “Signora mia, la scuola non è più quella di una volta!”. “Sì commendatore, e vuol mettere la delinquenza?Ah, il fascismo sarà stato quello che sarà stato ma…”. “E poi signora, diciamocelo, questi professori oggi sono una massa di pelandroni e ignoranti, danneggiano i ragazzi, dove sono i maestri di una volta?”. “Proprio così, commendatore, e poi questi treni, una volta, quando c’era Lui ci potevi rimettere l’orologio!”

A titolo puramente informativo mi piacerebbe che Veneziani sapesse che il sottoscritto ha insegnato alle elementari, alle medie e alle superiori, ogni volta superando un regolare concorso. Credo ce ne siano altri due o tre, in Italia, che sono entrati per concorso. E (certo come sono noiosi questi dati!), sembra che già da molto tempo i docenti non siano più un milione. A quanto mi risulta dalle ultime rilevazioni non siamo più di 680.000. Può controllare, magari quando ha preso un secondo caffè.