Punti contestati: privacy e religione

Scuola, il Tar boccia la nuova pagella

 per elementari e medie.

G.Ben. da Il Corriere della Sera del 3/2/2006

 

ROMA - Il Portfolio, la cartella con la storia scolastica del ragazzo, una delle novità della Riforma Moratti, e il documento di valutazione, come si chiama ora la pagella, sono sbagliati. È il parere della III sezione quater del Tar del Lazio, presieduta da Mario Di Giuseppe, che ha accolto due delle richieste di sospensiva avanzate da un gruppo di genitori vicini ai Cobas, il sindacato di base che si batte per l’abrogazione della riforma. Il Tar ha segnato con matita blu due passaggi della circolare ministeriale n.84 del 2005 che regolamenta le novità riguardanti la valutazione. La pronuncia del tribunale amministrativo cade nel pieno degli scrutini delle elementari e medie (le superiori non sono coinvolte) e solleva una domanda inquietante: la nuova scheda e il portfolio, acquistati dalle scuole in quantità industriali con i fondi di istituto, sono ancora utilizzabili? E come si devono regolare i collegi dei docenti? «D’ora in poi, gli organi collegiali - dice Piero Bernocchi, portavoce nazionale del sindacato di base - possono deliberare l’adozione della scheda di valutazione con i curricula previsti dai programmi del ’85 per le elementari e del ’79 per la media». Insomma il Tar avrebbe cancellato un bel pezzo di riforma.

Al ministero non sembrano preoccupati. Però poi propongono, anche se in modo non ufficiale, di non utilizzare le parti della scheda colpite dalla pronuncia del Tar, tornando al vecchio sistema, in attesa che tutto si chiarisca. L’offensiva a colpi di carta da bollo è appena iniziata. Sono pendenti, infatti, altri due ricorsi per i quali deve ancora essere fissata la camera di consiglio per la discussione delle sospensive.
Ma vediamo di che si tratta. Il Tar ha contestato la parte del «Portfolio» dedicata alla biografia scolastica del ragazzo, ai suoi successi o insuccessi, che potrebbe contenere dati «sensibili» come quelli relativi a eventuali traumi e difficoltà negli anni precedenti. Il ministero avrebbe dovuto regolamentare il trattamento di questi dati, come richiesto dal Garante per la privacy. Si tratta di una sezione non obbligatoria che molti docenti evitano di compilare ritenendola poco utile. L’altro rilievo del Tar riguarda la valutazione dell’insegnamento della religione cattolica che prima, secondo il Testo unico, avveniva su un foglio a parte ed ora, con la circolare, un atto amministrativo, è inserito nella «pagella», tra le materie obbligatorie. La religione cattolica dovrebbe ora uscire dalla «pagella», riservata alle discipline curriculari.