Inchiesta di un anno sul 9% degli istituti:
molte delle novità non vengono applicate,
si fa meno inglese e le classi sono sempre più numerose.

Indagine del "tavolo anti Moratti":

la scuola non applica la riforma.

la Repubblica del 27/9/2005

 

La scuola italiana non ama la riforma Moratti: il 78% degli istituti rifiuta la figura del tutor, il 52% respinge ildocente prevalente, il 72% tiene unita la classe nelle attività facoltative e il 64% degli istituti utilizza il Piano dell'offerta formativa per mantenere in vita la vecchia impostazione.

E' quanto emerge da una indagine sull'applicazione delle novità nel campo dell'istruzione, promossa dal Tavolo nazionale "Fermiamo la Moratti" che riunisce associazioni, sindacati, forze politiche e movimenti contrari alla politica del governo nel settore.

Partita un anno fa, la ricerca ha coinvolto 704 istituti scolastici italiani (circa il 9% delle 7.564 scuole del primo ciclo, cioè quelle interessate dall'indagine) e vi hanno partecipato 22.082 classi e 441.280 studenti di tutta Italia.

A partire dall'orario scolastico, le difficoltà appaiono molte: solo il 21% delle classi presenta attività opzionali a scelta dei singoli e soprattutto le classi elementari scelgono l'unitarietà dei progetti educativi (85%). Non convince neppure la figura del docente prevalente e del tutor, dal momento che i docenti sembrano preferire l'attività didattica collegiale: il 52% delle scuole infatti fa volentieri a meno del maestro prevalente, mentre la maggior parte degli insegnanti (78%) rifiuta la funzione del tutor o respingendola del tutto (38%) o optando per una funzione tutoriale diffusa (40%). Solo il 22% applica le direttive ministeriali.

Se si passa a considerare lo studio dell'inglese alle elementari, si scopre che il 63% degli istituti ha dichiarato che le ore destinate allo studio della lingua straniera sono rimaste invariate, mentre il 21% afferma che sono addirittura diminuite.

Quanto ai docenti di sostegno, 64 scuole su 100 vedono diminuito il monte ore e solo il 35% degli istituti ottiene le ore di sostegno richieste.

L'indagine mette ancora in luce che in classe ci sono sempre più alunni (da 19,81 in media si è passati a 20,08), il portfolio delle competenze, nuovo strumento di valutazione, non è stato adottato dal 37,26% delle scuole, una scuola su cinque ha scelto di non seguire le indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati.