il caso

L´Ocse: il 10% dei ragazzi italiani

non studia né lavora.

Parigi, rapporto sui giovani tra i 15 e i 19 anni.
Siamo in testa per ore d´insegnamento, ma spendiamo solo il 5% del Pil

Anais Ginori, da la Repubblica del 14/9/2005

 


DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI - In Italia un adolescente su 5 non va a scuola e non lavora neanche. È uno dei dati più preoccupanti contenuti nel nuovo rapporto dell´Ocse sull´istruzione nel mondo. Con il 22,2% dei giovani tra i 15 e i 19 anni che non hanno una scolarizzazione secondaria, il nostro paese è in fondo alle classifiche. Peggio di noi solo la Turchia (65,2%), Messico (56,1%), Portogallo (29,1%), Usa (24,6%) e Gran Bretagna (24,1%). L´Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico definisce "allarmante" il dato in un contesto in cui l´istruzione e i titoli di studio sono sempre più necessari per lavorare (la maturità accresce del 50% le probabilità di trovare un posto di lavoro).

Il rapporto dell´Ocse registra un netto miglioramento del tasso di scolarizzazione nel mondo (il 75% delle persone nate negli anni ‘70 ha finito il liceo, erano solo il 50% negli anni ‘40). Tra i paesi che sono riusciti a elevare di più il livello d´istruzione ci sono Corea (97% dei giovani con diploma secondario), Norvegia (95%), Giappone e Slovacchia (94%).

Secondo l´Ocse, la formazione scolastica iniziale non è tuttavia sufficiente da sola per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro. Se negli Usa, Finlandia, Svezia e Svizzera più del 40% dei lavoratori partecipa ogni anno a programmi d´aggiornamento professionale, questo livello scende a meno del 10% in Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Ungheria.

L´Italia resta invece in testa per quanto riguarda le ore d´insegnamento agli studenti tra 7 e 14 anni con circa 8.000 ore (assieme ad Austria, Scozia e Olanda), contro una media globale di 6.852 ore. Il nostro paese spende anche leggermente più della media Ocse per ogni studente (7.343 dollari), dietro però a Svizzera e Usa con oltre 11mila dollari. L´investimento complessivo per l´istruzione dello Stato italiano rappresenta meno del 5% del Pil, contro il 6,1% degli Usa e il 7% della Danimarca.

Anche lo studio superiore è in aumento: in media sono il 32% di quanti hanno l´età tipica per la laurea (un po´ meno del 30% in Italia). Gli studenti sono soprattutto donne: rappresentano il 57% degli iscritti nelle università. Secondo l´Ocse, avere una laurea in Italia significa aumentare del 119% lo stipendio.