UE: 10 raccomandazioni

per gli insegnanti europei.

Tuttoscuola 4 ottobre 2005

 

Anche l’Unione Europea, attraverso la Commissione (Direzione generale Educazione e Cultura), fa sentire la sua voce in materia di insegnamento e di insegnanti, ma non sembra distinguersi dall’UNESCO quanto alla genericità delle indicazioni. Evidentemente, anche se in minore misura rispetto agli organismi facenti capo all’ONU, anche la Commissione deve tener conto della grande diversità dei sistemi educativi nazionali, e dei precisi limiti che i trattati di Roma e di Maastricht pongono alla stessa UE in materia di politiche educative, con il noto divieto di "armonizzazione" legislativa.
 

Ecco l’elenco delle raccomandazioni che la Commissione rivolge ai governi europei, sulla base di una corposa serie di "principi comuni", elaborati dalla stessa Commissione in materia di competenze e qualifiche dei docenti. Li sottoponiamo al giudizio dei lettori, non nascondendo che a noi sono sembrati un bell’esempio di prosa "politically correct".

1. Gli insegnanti dovrebbero possedere un titolo di studio universitario o di livello equivalente.

2. I programmi di formazione dei docenti dovrebbero essere forniti in tutti i tre cicli dell'istruzione superiore (laurea di primo livello, laurea specialistica, dottorato, ndr), al fine di assicurarne la collocazione nell’area europea dell'istruzione superiore ed accrescerne le opportunità di progressione e mobilità professionale.

3. Dovrebbe essere promosso il contributo della ricerca e di pratiche provate allo sviluppo di nuove conoscenze in materia d’istruzione e formazione.

4. Dovrebbe essere incoraggiata la partnership tra le istituzioni in cui lavorano gli insegnanti, l’industria, gli istituti d’addestramento professionale e di istruzione superiore, per sostenere una formazione di alta qualità e una preparazione pratica efficace, e occorre sviluppare network di innovazione a livello locale e regionale.

5. Sono necessarie strategie di apprendimento per la vita coerenti e adeguatamente finanziate, che coprano attività di formazione sia formali sia non formali per sostenere uno sviluppo professionale continuo dei docenti. Tali attività, comprensive di formazione disciplinare e pedagogica, dovrebbero essere disponibili lungo tutta la carriera di un docente e dovrebbero essere riconosciute in modo adeguato.

6. I contenuti dei programmi di formazione iniziale e continua dovrebbero riflettere l’importanza dell’interdisciplinarità e approcci collaborativi all’apprendimento.

7. I progetti di mobilità per i docenti dovrebbero essere facilitati e promossi in quanto parte integrante dei programmi di sviluppo professionale, iniziale e continuo.

8. I programmi di sviluppo professionale iniziale e continuo dovrebbero assicurare che gli insegnanti abbiano conoscenza ed esperienza di cooperazione a livello europeo per renderli in grado di valorizzare e rispettare la diversità culturale e di educare chi apprende a diventare cittadini europei.

9. Dovrebbero essere rese disponibili e potenziate le opportunità di studiare lingue europee, compreso l’uso di un linguaggio specialistico, durante la formazione iniziale e in servizio.

10. Dovrebbe essere data priorità allo sviluppo di una più ampia trasparenza e credibilità delle qualifiche dei docenti all’interno dell’Europa, per consentire il riconoscimento reciproco e aumentare la mobilità.