L’INDAGINE

Sicurezza, sostegno e integrazione

La classifica delle emergenze.

«Troppi stress: la ricerca di supplenti e le classi scoperte
perché non ci sono più insegnanti disponibili».

Giuseppe Tesorio, Il Corriere della Sera del 3/10/2005

 

Le emergenze della scuola, pluridisciplinare e multietnica. I presidi hanno ampia scelta, gli insegnanti pure. E c’è sempre l’indagine di turno che stila classifiche e urgenze. Adesso, al primo posto è balzato il problema dell’integrazione: attanaglia il 92 per cento dei docenti e il 73 dei dirigenti scolastici. L’ultima ricerca della Demoskopea per la Henkel fotografa uno spicchio di istituti milanesi e romani. E restituisce l’immagine di una scuola un po’ smarrita, con malumori sottotraccia e studenti sempre meno motivati. Sono più svelti di mente per altre faccende (una curiosità telematica infinita), ma quanto a studiare le «banalità» del sapere, non paiono proprio interessati. Cose risapute. Come la fatica che la scuola compie per far crescere insieme ragazzi di culture diverse. L’altra parte del mondo è già il mondo della scuola. «Ma l’emergenza sale e le risorse umane e finanziarie scendono - accusa la maestra di 24 scolaretti - e dieci non parlano italiano». Certo, la buona volontà non manca. Il 68 per cento dei presidi e l’89 per cento dei prof sceglie il sempreverde problema della sicurezza. Un classico dell’istituto obsoleto.

Nella top ten dei problemi, le risorse economiche scarse, l’urgenza di aprire la scuola all’esterno (lo desidera l’80 per cento dei docenti e il 55 dei presidi), l’autonomia scolastica. «Aggiungiamo la ricerca quotidiana di supplenti, che tra costi e tentativi a vuoto sta diventando uno stress». «E le classi scoperte perché non ci sono più insegnanti a disposizione per i buchi temporanei». «E il sostegno ai ragazzi più fragili», «la nuova scuola da montare senza il libretto delle istruzioni». Basta passare nelle sale professori e la classifica delle urgenze va ben oltre l’elenco di Demoskopea.

Ci si può sempre consolare guardando fuori di casa. In una scuola media inglese dello Hampshire alcune classi sono state formate non secondo l’età ma sul livello di apprendimento, stabilito dopo una serie di test. «Non tutti siamo uguali», sostengono. Su questo non si discute, la natura è fantasiosa. In America, per cambiare, un giudice federale deciderà se il «disegno intelligente», che ha creato il mondo, va spiegato nelle ore di biologia, con buona pace di Darwin. Ogni scuola ha la sua «top ten» delle emergenze.