Integrazione scolastica,

le famiglie ci credono ancora.

Nell’incontro che si è svolto a Rimini si è parlato di temi importanti come il sostegno, la formazione e l’assistenza, ma anche di argomenti non esclusivamente legati al mondo della scuola. Ne è scaturita una mozione ricca di proposte costruttive e di richieste che si spera vengano accolte dal Governo.

Salvatore Nocera, da Superabile del 17/11/2005

 

L’incontro che si è svolto a Rimini dall’11 al 13 novembre scorso, organizzato dal centro studi Erickson, è  stato il più interessante fra quelli svolti negli ultimi anni.

Ciò non solo per  l’alto numero di partecipanti, oltre quattromila, ma per i temi affrontati e per le conclusioni contenute nella mozione finale, che si pubblica qui di seguito.

In particolare la mozione si segnala perché esprime una forte sensibilità etica e civile e formula proposte in modo incisivo e costruttivo.

 

E’ importante che nelle richieste non si sia puntato solo sulla scuola, ma anche sul contesto istituzionale costituito dagli enti locali e  dai piani di zona che debbono sostenere il progetto globale di vita scolastica ed extrascolastica, come espressamente previsto dalle norme citate.

Altrettanto importante è pure la scelta di puntare fortemente sulla formazione iniziale ed in servizio di tutto il personale coinvolto, evitando di puntare solo sull’insegnante per il sostegno. Anzi, nel testo della mozione, non si fa alcun riferimento ai tagli ai posti di sostegno, perché, dati statistici alla mano, a livello di media nazionale, il rapporto in organico di fatto da almeno dieci anni a questa parte si  è attestato su un rapporto di un insegnante ogni due alunni con disabilità. Certo, come tutte le medie, si hanno casi, come la Sicilia, in cui il rapporto tende ad essere più vicino a uno ad uno, mentre nel Lazio esso tende ad  essere prossimo  a uno a tre. Però, sempre dati alla mano, anche quest’anno, in presenza di 161.000 alunni certificati, si ha in organico di fatto la presenza di oltre 86.000 docenti per il sostegno, con un  lieve incremento percentuale migliorativo rispetto allo scorso anno.

 

Il guaio è che di questi docenti, quasi la metà è precaria e quindi non dà continuità didattica ed oltre un terzo non è neppure specializzata, per mancanza di un quadro di politiche organiche del Ministero su questi aspetti.

Purtroppo genitori e docenti curricolari fanno a gara a chiedere un crescente numero di ore di sostegno, allettati dalle recenti crescenti sentenze ed ordinanze dei tribunali civili che aumentano le ore di sostegno, anche talora paradossalmente “per tutta la durata dell’orario scolastico”, senza distinguere se occorrano interventi didattici o anche “per l’autonomia e la comunicazione” degli alunni, per la qual cosa occorrono assistenti educativi che debbono essere forniti dagli Enti locali; né si tiene conto se in taluni casi occorrano assistenti sanitari, che, come alcune sentenze hanno fortunatamente precisato, sono di competenza delle Asl.

           

La richiesta crescente e la concessione crescente di posti di sostegno da parte dei tribunali trova una sola legittima giustificazione e cioè il totale o quasi disinteresse  della maggior parte dei docenti curricolari, specie di scuola media e soprattutto in quella superiore, nel prendersi in carico il progetto di integrazione scolastica, con la motivazione che nessuno ha mai insegnato loro cosa si debba e possa fare a livello didattico. E quando si propone la frequenza di corsi di aggiornamento, si ribatte che  “l’aggiornamento è un diritto, ma non un dovere dei docenti curricolari”.

 

La mozione fa bene invece ad insistere sulla necessità di corsi di aggiornamento obbligatori concordati coi sindacati della scuola, perché senza  formazione, come si legge nella mozione, “nessuna qualità dell’integrazione è possibile”.

La mozione fa poi riferimento alla necessità di rapporti interistituzionali coordinati tramite gli accordi di programma, sulla base di  ‘Linee-guida’ concordate in seno alla Conferenza permanente Stato-regioni-città. Questa richiesta  è stata avanzata da tempo dalla Fish, federazione italiana per il Superamento dell’handicap, come lo è quella che  gli atti applicativi della riforma della scuola siano sottoposti al parere dell’Osservatorio ministeriale sull’integrazione scolastica, di cui fanno parte, oltre ad esperti ministeriali, anche le principali associazioni di  persone con disabilità e loro familiari.

 

Mentre finivo di scrivere questo pezzo, ho ascoltato  in diretta tramite Radio radicale il risultato della votazione finale sulla pessima riforma della Costituzione, criticata con un nobile intervento del sen. Prof Fisichella di Alleanza nazionale, che per questo motivo si è pubblicamente dimesso dal suo partito. La riforma è passata per soli sette voti e quindi  sono certo che il referendum confermativo veda la bocciatura popolare di un testo che introduce nel nostro sistema costituzionale un ‘federalismo antisolidale’, come giustamente scritto nella mozione di Rimini.

Quello che si coglie dal testo della mozione è  una forte critica alle attuali politiche scolastiche e sociali, che tendono a ridurre fortemente la spesa pubblica, riducendo così la qualità dei servizi territoriali e scolastici.

 

Per questo motivo si è levato  nell’auditorium gremitissimo un grande applauso quando è stato annunciato che la Fish  aveva proclamato per il 15 novembre una manifestazione di protesta contro i tagli alla finanziaria.

E così  il 15 si è svolta la manifestazione con la partecipazione di migliaia di persone con disabilità, di mamme coi loro figlioli studenti, anche in condizione di estrema gravità.

Non è stata la solita ‘marcia del dolore’ con la quale si era soliti ricattare politicamente i governi per ottenere per pietà degli interventi caritatevoli pubblici. E’ stata una manifestazione corale e composta, in cui erano presenti elettori di tutti i partiti,di rivendicazione di diritti fondamentali di cittadinanza per tutti.

A questa manifestazione esponenti della maggioranza hanno assicurato che presenteranno degli emendamenti che accolgano le richieste dei manifestanti.

 

A queste ragionevoli richieste contenute nella mozione, come risponderanno ministro dell’Istruzione e Governo?

Le associazioni presenti nell’Osservatorio ministeriale si aspettano delle risposte chiare durante o in occasione del prossimo seminario di studi  sulla didattica dell’integrazione scolastica , organizzato dal ministero dell’Istruzione in Campania dal 28 al 30 novembre. Se le promesse della giornata della manifestazione e le risposte alle richieste delle associazioni non dovessero ancora una volta intervenire, allora la fiducia in questa classe politica governativa, mostrata col fatto stesso che vengono formulate  richieste e proposte ragionevoli in una logica di dialogo culturale e civile, verrà inequivocabilmente meno.

 

Centro Studi Erickson, mozione finale