╚ sciopero, per la Finanziaria e il contratto.

da ItaliaOggi del 15/11/2005

 

╚ sciopero per l'intera giornata del 25 novembre. Cgil, Cisl, Uil e Gilda hanno proclamato per tutto l'orario di servizio, e non solo pi¨ per un'ora, l'astensione dal lavoro dei dipendenti della scuola. ╚ il quinto sciopero del settore dal 2001 a oggi.
Sono chiamati a incrociare le braccia anche i dirigenti. Motivo: protestare contro la Finanziaria e contro la mancata approvazione del contratto, firmato da Aran e sindacati lo scorso 22 settembre, da parte del consiglio dei ministri. Infatti anche l'ultima seduta del plenum ha registrato l'ennesima fumata nera.

Occhi puntati sul prossimo consiglio dei ministri, ultima chance del governo per evitare la nuova frattura con i sindacati. Da pi¨ parti, rappresentanti del governo, e in particolare del ministero dell'economia, garantiscono la volontÓ comune di rinnovare l'intesa entro fine anno, in modo da far arrivare gli aumenti dovuti con la tredicesima. Ma al momento il contratto non Ŕ all'ordine del giorno.

I sindacati chiedono anche di rimettere mano alla manovra finanziaria, che da ieri Ŕ all'esame della camera dopo il via libera del senato di venerdý scorso. Il ddl prevede un bonus di 120 euro per le famiglie che nel 2005 hanno mandato i figli agli asili privati, assegna 157 milioni di euro a favore di chi sceglie le scuole non statali e stanzia 25 milioni di euro per le spese sostenute per l'affitto degli studenti universitari.

Troppo poco, accusano i sindacati, che chiedono una manovra di rilancio del settore dell'istruzione, quel piano pluriennale di finanziamento atteso dal 2001.

La manovra sarÓ sicuramente rimaneggiata a Montecitorio. ╚ in questa sede che si attende un emendamento, caldeggiato dal ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, che garantisca la gratuitÓ per le famiglie con reddito basso dei libri di testo per tutta la scuola dell'obbligo. Una misura che dovrebbe dare una ventata di risorse fresche, a fronte di una manovra che ha tagliato molto, dai finanziamenti per gli investimenti e per le spese intermedie dell'amministrazione centrale a quelli delle scuole.