IL CASO

Un pugno alla maestra, retina rotta.

«Soli contro i ragazzi difficili»

di A. Sac.  da Il Corriere della Sera del 9/3/2005

 

Rottura della retina. Dopo un pugno ricevuto da un allievo. In classe, durante una lezione. È successo a febbraio, in una scuola elementare della città. Un bambino di prima, con problemi di comportamento, ha reagito in modo violento alla richiesta dell’insegnante di «accettare le regole della scuola». Uno scoppio d’ira, come tanti ce n’erano stati nei mesi precedenti, contro il personale docente e il direttore didattico. Ma questa volta la maestra non ha schivato il colpo. E si è dovuta sottoporre a un intervento agli occhi.

«Il problema - denuncia l’insegnante - non è il bambino. Non è colpa sua. Ma il fatto che la scuola non sia attrezzata per affrontare casi del genere. Il sostegno è stato chiesto, ma è arrivato solo a gennaio e non copre, comunque, tutte le ore. Una diagnosi ufficiale sui disturbi del piccolo non c’è».

Oltretutto, spiega la maestra, non è detto che l’assicurazione risarcisca il danno subito durante l’orario di lavoro.

«L’infortunio - spiega - non viene riconosciuto per qualsiasi attività. Le ferite procurate da allievi, per esempio, vengono dichiarate risarcibili solo durante i laboratori e se a fare lezioni è un docente di sostegno. Nel mio caso, non so ancora cosa succederà».