Insegnanti generosi, tra passione e frustrazioni. . .

di Maria Gabriella Colombini, da Il Corriere della Sera del 24/3/2005

 

Insegnanti generosi, tra passione e frustrazioni L’intervento della professoressa Cecilia Gerosa mi ha piuttosto colpito. Mi immagino la persona in questione come una mite e sorridente signora, educata secondo antichi e saldi principi, primo fra tutti lo spirito di sacrificio, insegnante che non si stupisce e non si ribella: bisogna insegnare l'educazione stradale? Lei si aggiorna a sue spese. Bisogna usare il computer? Lo acquista. Ha in classe alunni extracomunitari? Studia l'arabo ed il cinese.

La dolce signora, da vera intellettuale, non si cura del vile denaro, salta i pasti, ma acquista libri. Non le verrebbe mai in mente che le aziende che richiedono ai loro dipendenti, che non siano neoassunti, di usare il computer perché ne hanno acquistati e messi negli uffici, se chiedono a quegli stessi dipendenti di aggiornarsi per poter usare le nuove tecnologie, li iscrivono ad un corso a loro spese e glielo fanno fare in orario di lavoro. Stessa cosa quando è richiesta la conoscenza di una lingua straniera. Forse la professoressa Gerosa non ha neppure bisogno del dentista, altrimenti saprebbe che, anche facendo una semplice pulizia dei denti, della durata di una ventina di minuti e praticata non dal medico, ma dal suo assistente odontotecnico, si pagano circa 100 euro, contribuendo così all’ammortizzamento della più moderna ed attrezzata poltrona e garantendo, nel contempo, l'alto tenore di vita del dentista.

Ma forse avere denti sani è più importante che avere alunni colti quindi si dà al dentista quel che non si dà al professore. Un'ultima osservazione: credo che al cognome della signora andrebbe aggiunta una sillaba, è infatti sicuramente una donna Generosa!