Riforma Moratti, scatta la polemica.

Per l'opposizione la legge abbassa la preparazione.

da ItaliaOggi del 17/5/2005

 

È polemica sulla riforma della scuola. Si è tenuto sabato a Roma il corteo organizzato dal tavolo "fermiamo la Moratti", a cui hanno aderito i Ds, Verdi, Comunisti italiani e Rifondazione, oltre a sindacati, Cgil, Cobas, e associazioni, tra cui Arci e Legambiente. L'accusa: la riforma allarga la differenza tra le persone, dà meno scuola pubblica, abbassa i livelli di preparazione. Pronta la replica del responsabile del dicastero dell'istruzione, Letizia Moratti: "La nostra riforma innalza l'obbligo scolastico e prevede una cultura solida a cui affiancare il sapere far che sempre più il mondo imprenditoriale ci richiede". Insomma, accuse pretestuose, quelle dei manifestanti, contro una riforma che "ha l'obiettivo di rendere più moderna la scuola, recuperando le differneze che ci separano dall'Europa". "Il disastro economico dichiarato dopo anni di propaganda rischia di essere utilizzato per prosciugare ulteriori risorse per l'istruzione pubblica, per ripianare le voragini create da una finanza creativa e per continuare ad assicurare risorse alle scuole private", attacca il leader della Cgil scuola e università, Enrico Panini. Gli organizzatori, al termine della manifestazione, hanno letto un documento unitario in cui, oltre a chiedere l'abolizione delle leggi Moratti, ribadiscono la necessità di maggiori investimenti. Un deciso no è stato poi espresso nei confronti della "scelta precoce tra istruzione e formazione professionale". Le proposte alternative del tavolo sono: innalzamento immediato dell'obbligo scolastico fino a 18 anni, il ripristino del tempo pieno e prolungato, e la lotta alla dispersione scolastica."Le centinaia di iniziative contro la riforma della scuola sono il segno di un fallimento che non può essere nascosto e sottovalutato dal governo", ha commentato il coordinatore politico dei Verdi, Paolo Cento. Che già pensa al dopo elezioni politiche: "Sarà compito del centro-sinista abrogare la riforma Moratti e rilanciare il diritto allo studio e la qualità dell'istruzione pubblica".