Magistratura contro ministero dell’Istruzione, vince ancora il diritto allo studio.

Anche il tribunale di Cagliari ha ribadito in due ordinanze che due ragazzi disabili devono avere più ore di sostegno per poter essere seguiti nel modo adeguato e per potersi integrare meglio. Nonostante questa ennesima vittoria, spesso accade che per rispettare le decisioni dei giudici, i dirigenti scolastici privino alcuni studenti di parte del sostegno, per affidare le ore ad altri alunni. A questo punto il ministero dell’Istruzione dovrebbe attivarsi per affrontare in modo corretto e completo il problema dell’integrazione.

di Salvatore Nocera da Superabile del 24 gennaio 2005

 

Con un esempio di ottima giustizia a tutela dei diritti dei cittadini il tribunale di Cagliari, dopo appena due settimane dalla presentazione del ricorso, riconosce il 19 gennaio, in via cautelativa d’urgenza, il diritto all’aumento delle ore di sostegno per alunni con disabilità. La cosa è stata possibile poiché la normativa processuale consente al magistrato, adito in via di urgenza, di baipassare il contraddittorio fra le parti, che ritarderebbe la tutela provvisoria del diritto, essendo estremamente chiari l’esistenza del diritto ed il pericolo di danno in caso di ritardo, e rinviando, ad una settimana dopo, il contraddittorio in occasione della discussione di merito del ricorso.

Nella discussione di merito, di fronte alla lagnanza della famiglia che l’alunno ha avuto meno ore di sostegno rispetto all’intero orario scolastico, il ministero non potrà opporre, come sarebbe corretto secondo la cultura e la prassi dell’integrazione scolastica, che c’è un consiglio di classe costituito da docenti formati ed aggiornati su quelle tematiche, anche se non specializzati e che saranno essi, con la collaborazione del docente specializzato a farsi carico del progetto d’integrazione. Ciò perché, se ciò dicesse l’Avvocatura dello Stato, direbbe scientemente il falso; infatti, a parte la circostanza non trascurabile che alcune decine di migliaia di docenti per il sostegno non sono specializzati, quasi nessuno dei docenti di classe è preparato istituzionalmente a questo compito, né il ministero sta facendo nulla per colmare questa gravissima lacuna. Addirittura la bozza di decreto legislativo, applicativo della riforma-Moratti sulla formazione iniziale dei docenti, nulla dice sull’obbligo di una formazione sull’integrazione rivolta a tutti gli studenti delle facoltà universitarie per l’insegnamento, né nulla si dice sull’obbligatorietà di una formazione ricorrente e permanente in servizio, come invece avviene ad es. per gli operatori del comparto sanitario coi crediti formativi.

Pertanto, in mancanza di docenti di classe preparati, bene fanno i giudici ad assegnare il massimo possibile di ore di sostegno, anche se ciò, per chi, come me, crede nell’integrazione, facilita e legalizza la pessima prassi illegittima della delega dell’integrazione al solo docente specializzato.

Adesso vedremo se l’amministrazione scolastica, che dovrebbe essere più sensibile dei magistrati sul valore della didattica, assegnerà immediatamente le ore in più di sostegno.

A questo proposito è bene che i genitori dell’alunno vincitore e quelli degli altri alunni con disabilità presenti nella scuola debbono vigilare con la massima attenzione. Infatti sono venuto a conoscenza del fatto che alcuni dirigenti scolastici, per non chiedere più ore di sostegno all’Ufficio scolastico regionale o, a seguito di un suo rifiuto, risolvono il problema in modo ancor più illegittimo, togliendo agli altri alunni alcune ore di sostegno ed assegnandole all’alunno vincitore. In tal modo i conti aritmetici tornano, perché non si spende un euro in più; ma si taglieggiano gli altri alunni indifesi e spesso ignari. Ove si abbia la prova che ciò avvenga, questi casi sono passibili di denuncia per abuso di potere, con conseguente condanna al risarcimento dei danni non solo materiali ma, come sempre più sta sottolineando il prof. Paolo Cendon dell’Università di Trieste, anche il danno esistenziale per il turbamento subito dagli altri alunni che perdono alcune delle ore di sostegno, già insufficienti da sole a fronteggiare didatticamente i loro problemi, data la totale assenza dei docenti di classe.

Sarebbe bene che il ministero, ormai crivellato da un nugolo sempre più fitto di ordinanze e sentenze, accolga la pressante e reiterata richiesta delle Associazioni presenti nell’Osservatorio ministeriale sull’integrazione scolastica, per affrontare seriamente in modo organico, amministrativo corretto e costituzionalmente ineccepibile, i pressanti problemi dell’integrazione che non si riducono solo a quelli del sostegno. Il ministero ha un bel dire in tutte le circostanze che il sostegno non è l’unico strumento di integrazione, se non dà concretamente la prova che pone mano alla soluzione degli altri numerosi problemi, la quale permetterebbe di dare legittimamente anche meno ore di sostegno.

E’ incredibile che un Governo che lamenta l’eccessiva ingerenza della magistratura, sia esso stesso a promuovere e costringere la magistratura, a causa della propria inerzia nell’attuare i principi dell’integrazione.

Il Governo fa bene a preoccuparsi della crescita della qualità degli apprendimenti di tutti gli studenti che non è comparativamente la più alta rispetto agli altri Paesi industrializzati, specie in campo scientifico; ma non può trascurare quelli che sono i diritti all’educazione ed all’istruzione degli alunni più deboli.

Speriamo che queste e le altre decisioni giurisprudenziali che certamente continueranno a piovere, facciano sul ministero dell’Istruzione lo stesso effetto che Italo Calvino nel Visconte dimezzato fa provocare dai lombrichi fatti cadere sulle truppe napoleoniche che, invaghite dal mito roussoiano della natura, si erano quasi addormentate e furono svegliate dal prurito fastidioso che le assalì.

 

Ecco il testo delle due ordinanze:

  Prima Ordinanza del Tribunale di Cagliari del 14/1/2005.

  Seconda Ordinanza del Tribunale di Cagliari del 14/1/2005.