Il sen. Favaro (Forza Italia) contesta le scelte del ministero dell’Istruzione

e chiede un’inversione di tendenza.

Scuola veneta castigata

Più alunni, meno docenti.

di R.N. da Il Gazzettino di Venezia del 4/2/2005

 

Pesante, ingiusta, immotivata: la riduzione degli insegnanti messa in cantiere dal Ministero della Pubblica Istruzione penalizza fortemente la scuola veneta, dove si registra un costante e sensibile aumento degli studenti, anche e soprattutto in relazione ai flussi migratori. Un trend, oltretutto, destinato a conoscere ulteriori incrementi nei prossimi anni.

A sollevare la questione è il senatore trevigiano Gian Pietro Favaro, capogruppo di Forza Italia in settima Commissione, partendo dal fatto che il ministero dell'Istruzione sta predisponendo le dotazioni organiche per l'anno scolastico 2005/2006. Favaro chiede in particolare che vengano corrette le previsioni, sollecitando il ministero ad assegnare gli insegnanti in base al numero di alunni. E lo fa con un'interrogazione al ministro Letizia Moratti, sottoscritte anche dai colleghi Archiutti, De Rigo, Falcier, Pasinato e Tredese.

Le previsioni ministeriali si agganciano a un parametro oggettivo, e cioè il calo complessivo di alunni previsti a livello nazionale. Nella scuola primaria si prevede una diminuzione di 3.642 alunni, in quella di secondaria di primo grado si arriva a quattro volte tanto, con un meno 12.241; c'è invece uno scenario di incremento nella scuola secondaria superiore, con un più 12.153. Fatti due conti, risulta che si arriva a una diminuzione complessiva di 3.730 alunni, cui corrisponde una diminuzione di 376 posti di insegnamento.

Commenta Favaro: «E' vero che in Italia negli ultimi anni è diminuito complessivamente il numero degli studenti, ma nel Veneto da almeno sei/sette anni, la popolazione scolastica delle elementari e delle medie sta aumentando stabilmente di 7.000/8.000 alunni all'anno». Da rilevare che questo in corso è il quarto anno scolastico consecutivo in cui si assiste a un incremento consistente della popolazione scolastica in Veneto, «e tra l'altro molti di questi alunni sono figli di immigrati di recente immigrazione, che spesso necessitano di sostegno temporaneo», fa rilevare Favaro. Per contro, si assiste a una riduzione del numero degli insegnanti: a un aumento di settemila ragazzi, lo scorso anno ha corrisposto il taglio di 133 posti di docente.

Da rilevare che nell'anno scolastico in corso, a fronte di altri 7500 studenti in più, i posti in aumento di insegnanti sono stati solo 48; posti che tra l'altro si riferiscono solo parzialmente all'incremento di alunni, poiché riguardano un contingente aggiuntivo assegnato a tutte le regioni per l'attuazione degli anticipi nella scuola primaria, e per l'introduzione della lingua inglese nelle prime classi della scuola stessa, in attuazione della riforma.

Sottolinea Favaro: «L'organico scolastico deve mirare a dare risposte agli allievi, mentre quello predisposto dal ministero tiene conto soprattutto dei posti di insegnamento consolidati che non rispondono ai numeri reali della scuola, mantenendo sostanzialmente invariate le assegnazioni dello scorso anno. Dai dati relativi all'anno 2004/2005 si evince chiaramente che il Veneto risulta già penalizzato nel rapporto alunni/insegnanti nelle scuole primarie elementari rispetto alla media nazionale, risultato che mantiene la disparità anche nel rapporto alunni/classi nelle scuole medie. Il gap si annulla soltanto per le superiori, perchè non ancora investite dall'aumento di alunni delle nuove famiglie di immigrati. Non chiediamo di privilegiare la scuola veneta, né di penalizzare altre regioni, ma di assegnare gli insegnanti in rapporto al numero effettivo degli alunni».

 

NUMERI

Insegnanti: persi 645 posti nell'organico

Nel giro di appena tre anni, gli alunni in Veneto sono aumentati di ben 22.013 unità; nello stesso tempo, l'organico del personale docente è cresciuto solamente di 45 unità. Il rapporto alunni-insegnanti aumenta ulteriormente se si considera il periodo compreso tra gli anni scolastici 2001-2002 e 2005-2006, periodo nel quale a una crescita di 29.030 studenti corrisponde una diminuzione di posti di docente di 645 unità. La massiccia presenza di alunni stranieri frequentanti le scuole statali della regione ammonta attualmente a oltre 30mila unità.