Focus sulle differenze con i sistemi di Svezia e Inghilterra.

Cercasi autonomia.

Per dare più peso anche ai docenti

da ItaliaOggi del 20/4/2005

 

L'Italia è ancora lontana dalla piena realizzazione di una scuola autonoma. Nonostante sia stata approvata recentemente la riforma costituzionale che devolve alle regioni poteri e compiti in tema di istruzione il percorso verso una vera autonomia scolastica appare ancora lungo e complesso. Di questo in particolare si è discusso in un ciclo di seminari internazionali dal tema "per una scuola autonoma e responsabile" promossi dall'associazione Treellle e la Fondazione per la scuola della compagnia San Paolo.

La situazione italiana è apparsa ancora piuttosto arretrata, soprattutto se la si confronta con i paesi del Nordeuropa, quali Svezia e Regno Unito. Infatti in questi due paesi l'autonomia scolastica è partita in maniera più o meno radicale da almeno 15 anni. Inoltre le singole istituzioni scolastiche hanno potere decisionale, proprio in virtù dell'autonomia, su quali insegnanti scegliere, su come organizzare la propria giornata scolastica, su parte rilevante dei piani di studio o anche semplicemente sulle ore annue complessive di lezione. Nelle scuole italiane, è stato sottolineato durante la conferenza, la devoluzione dei poteri a livello regionale rischia di chiudersi in un nuovo centralismo che impedirebbe ancora una volta le scelte autonome dei singoli istituti.

 

i sindacati

Un'ipotesi, questa, che è stata lungamente avversata dai sindacati della scuola, per i quali invece l'autonomia degli insegnanti deve essere garantita anche da un eccessivo potere decisionale dei capi d'istituto.

Le sigle sindacali rappresentative in particolare di docenti e Ata sono contrarie, per esempio, a qualsiasi forma diretta di assunzione.

 

le differenze economiche

Anche per quanto riguarda la gestione economica, i due paesi nordici presi in esame presentano molteplici differenze rispetto all'Italia. Infatti in Inghilterra il finanziamento alle scuole, sempre legato al numero degli studenti, è erogato dagli enti locali che ricevono i soldi dal governo nazionale.

In Svezia i comuni coprono circa l'85% della spesa totale e il resto lo ricevono dallo stato. Inoltre, in entrambi i paesi le scuole ricevono finanziamenti senza vincolo di destinazione che possono gestire a loro discrezione.

 

gli stipendi

Un'ulteriore differenziazione si è potuta rilevare poi sugli stipendi di base degli insegnanti che, come noto, in Italia non sono legati al rendimento ma all'anzianità di servizio.

In Inghilterra sono previste varie remunerazioni aggiuntive, decisi dal capo d'istituto e dai membri del consiglio, per gli insegnanti particolarmente meritevoli e che hanno raggiunto risultati apprezzabili.

Anche in Svezia il criterio, ancora una volta diverso dall'Italia, è deciso volta per volta dai singoli istituti scolastici, sulla base delle capacità individuali. Anche in questi paesi si fanno i conti comunque con il punto di vista dei sindacati degli insegnanti, non sempre favorevoli alla riforma delle autonomie, salvo poi venirne a patti, rileva il rapporto, a fronte di significativi aumenti in busta paga.