P a v o n e R i s o r s e

La disabilità è un limite, non una malattia.

 di Chiara Madussi, da Pavone Risorse del 13/8/2005

 

Già una volta ho avuto l'impressione di leggere del fastidio, nel suo precedente intervento rispetto alla presenza di bambini gravissimi nella scuola di tutti.

Mi sembra che tale disagio si sia palesato quando, in questo suo ultimo intervento, declama "Chi necessita di cure va medicalizzato nell’accezione più alta del termine. Pretendere che la scuola possa adempiere, sempre e comunque, al suo compito - anche in situazione d’impossibilità d’intervento formativo - è miope più che deleterio."
E no, mi scusi ma che immagine ha della disabilità, seppur grave o gravissima: la ritiene forse una malattia????

La disabilità è un limite non una patologia da curare in ospedale! Tra l'altro le ricordo che la moderna cultura della terapia sanitaria considera, ormai da tempo, il nosocomio utile solo per affrontare le acuzie e non certo un luogo dove chiudere una persona malata e buttare via le chiavi!

Oppure ritiene che un bambino con gravissime disabilità non debba considerarsi una persona?

Chi le scrive è la madre di un bambino di 10 anni pluriminorato psicosensoriale gravissimo, forse ricorda che già una volta le ho risposto in merito al suo precedente intervento. Ebbene di nuovo le ribadisco che mio figlio non è una patologia ambulante, ma una persona che ha diritto di vivere e sperimentare quanto più possibile la sua vita nella quotidianità comune che è il diritto di ogni bambino.

O forse ritiene che non abbia anche lui diritto ad una vita di qualità? E se non è così mi dica, secondo lei, dov'è la qualità nel trascorrere la propria esistenza nella cura di una patologia gravissima, che non potrà mai portare ad uno sbocco di…"normalità"? Sa che le dico? Se seguissimo le sue opinioni forse sarebbe meglio arrivare ad un totale risparmio economico su cure vane di patologie incurabili, come quelle dei gravissimi, ed attendere passivamente la loro dipartita di esseri inutili!

Sono stata troppo eccessiva o forse chiamo le cose con il loro nome, proprio come lei ha chiesto di fare al suo collega Piraccini?

Vuole sapere cosa chiedono i bambini come mio figlio alla scuola?

Chiedono il rispetto della loro dignità di esseri umani, chiedono di venir considerati delle persone e non un insieme d' infermità, chiedono lo sforzo di mettersi in gioco per adattare la propria civiltà a tutti, anche ai più deboli ed i più derelitti…..perché solo questa è "civiltà".

Ed in cambio danno, forse a lei non sembra, ma offrono ai loro coetanei un tipo di apprendimento che non s'impara sui libri, e che riguarda la tolleranza ed il rispetto per chiunque, l'ammirazione per chi, malgrado le tante difficoltà, arriva comunque a sorridere e giocare, la capacità di mettersi in gioco, di modellare la propria mente e la propria intelligenza per cercare un rapporto anche in situazioni dove questo appare impossibile.

Certo sono bambini ed in questo percorso hanno la necessità di una guida, di un "educatore" in grado d'insegnar loro di guardare al di là dell'apparenza, di trovare la "persona", l'umanità anche quando non salta subito agli occhi….certo, è difficile se l'educatore in questione è proprio il primo a non essere in grado di vedere al di là del proprio naso!

Non creda però, che il mio intervento sia solo polemico nei sui confronti, io concordo con lei nel dire che l'integrazione scolastica ha bisogno di un riadattamento alle esigenze di questi particolari alunni, di una maggiore specializzazione della figura educativa posta a sostegno, su questo non posso che darle ragione. Ma la sua ricetta basata sull'espulsione degli alunni con troppe difficoltà è profondamente errata ed anche, lo dico senza peli sulla lingua, fondata su preconcetti che non fanno onore alla sua cultura.

Chiedo scusa per la mia schiettezza, ma provo un profondo fastidio per chi divide il mondo in "degni" ed "indegni"….che vuole, non occorre esser disabili gravissimi per suscitare del fastidio nella gente.

 

Chiara, mamma di Simone
http://chiaraesimone.altervista.org