Questo benedetto coordinatore

di Mirella Albano, da Fuoriregistro del 16/9/2004

 

Al quesito: "Ci si può rifiutare di essere nominati coordinatore di una classe?"
rispondo decisamente: "
Non solo si può, ma si DEVE."

 

Vi racconto quanto accaduto lo scorso anno a me e ad un mio collega: io rifiutavo perché in part time, il collega perché , secondo le disposizioni, il coordinatore dovrebbe presidere gli scrutini.

Ecco i passaggi della storia.

  1. Partiamo dal presupposto che coordinatore viene nominato CON DELEGA. La delega va accettata ed è quindi l'espressione di una volontà. In parole semplici, se io voglio delegare un altro ad acquistare un appartamento per mio conto, l'altro deve avere la volontà di compiere atti per mio conto. Ergo, se non accetto la delega - che è atto volontario ed espressione di una volontà, quindi elemento essenziale di un rapporto giuridico - non è possibile compiere nessun atto.
    Qualsiasi atto compiuto in presenza di un vizio della volontà è
    NULLO.

  2. In sede di ricorso , il collega ha sostenuto, con il supporto del figlio avvocato, che la funzione di coordinatore, così com'è concepita, prevede che si presiedano gli scrutini. Ora , con le nuove leggi sulla dirigenza, gli scrutini può presiderli solo il Dirigente Scolastico.
    La funzione dirigenziale non può essere delegata a dipendenti con funzioni "inferiori" , come quelle del docente. Quindi, se si accetta la delega a coordinatore, poi si potrebbe rivendicare l'assunzione in posizioni e funzioni dirigenziali.
    Il TAR del Lazio ha dato ragione al collega ed emesso una sentenza con cui dichiara
    illegittimo obbligare un docente ad assumere la funzione di coordinatore di classe. Non solo, poiché gli atti degli scrutini (promozioni, debiti, bocciature) sono a tutti gli effetti atti amministrativi veri e propri, se gli scrutini sono stati presieduti da un coordinatore di classe, tutti gli atti sono NULLI per vizio di competenza e di volontà. Dal che si arguisce che qualsiasi genitore infuriato e giuridicamente competente, potrebbe farsi saltare la mosca al naso , invocare la nullità degli atti e . . . citarci per danni.
    In questo caso dovremmo essere noi docenti a pagarci l'avvocato e le spese poiché, non avendo fatto atto di rimostranza ( come ha fatto il collega e come ho fatto io) avremmo compiuto un atto illecito a tutti gli effetti in quanto abbiamo accolto una delega senza averne la capacità e svolto funzioni a noi non proprie. Per questo motivo ho indotto il Dirigente a farmi un ordine di servizio. Io non ho accettato , ho ubbidito. I dammi li pagherà lui e pure le spese.

  3. La morale si traduce in due inviti:

- procedere sempre con cautela e con il supporto legale;
- fare attenzione alle ritorsioni , anche dei colleghi, incompetenti ma adulatori;
- fare attenzione al mobbing: ci vanno a nozze!