Prime valutazioni sugli effetti della circolare n. 85/04 sull'autonomia scolastica.

Nuova valutazione alla prova.

Mancano regole chiare per garantire uniformità.

 di Alessandra Ricciardi da ItaliaOggi del 28/12/2004.

 

La valutazione degli alunni della scuola elementare e media di primo grado e la documentazione degli esiti scolastici seguiranno modalità nuove in relazione all'autonomia delle scuole e ai principi della riforma. La circolare ministeriale n. 85, del 3 dicembre 2004, fornisce indicazioni per la valutazione e la certificazione delle competenze nella scuola primaria e secondaria di primo grado. L'attenzione al tema della valutazione non può prescindere da alcune considerazioni. Nelle scuole emerge una situazione di disorientamento; eppure l'adesione alla riforma, come capacità di adattamento all'innovazione, è un fatto fondamentale. L'assenza di iniziativa di alto spessore formativo (sia per i dirigenti scolastici sia per i docenti) acuisce il rischio della distorsione, della disinformazione e della deformazione dei processi innovativi. Altro rischio è determinato dall'assenza di regole utili a costruire i percorsi e a prevenire arbitrii. Le indicazioni relative alla valutazione, infine, prefigurano il passaggio dai programmi ministeriali (espressione di centralismo in funzione di una formazione con contenuti il più possibile uniformi) ai piani di studio personalizzati, nonché quello che tende a sostituire il consiglio di classe con l'équipe pedagogica; e infine quello relativo al ruolo di partecipazione dei genitori antecedente la riforma (che risale ai vecchi decreti delegati anni 70) a quello più pregnante delineato dalla riforma.

I vari passaggi sono stati delineati, ma non strutturati, in quanto l'attuazione e le relative modalità operative sono demandate alle singole istituzioni scolastiche.

L'autonomia della scuola comporta la partecipazione costruttiva dei docenti nella formulazione dei modelli operativi (in passato studiati e strutturati da gruppi di studio specializzati che affiancavano gli organi centrali dell'amministrazione). Le incertezze, le perplessità e anche le resistenze nella risposta della scuola alle esigenze nuove, contemplate dalla riforma in funzione dell'assetto autonomistico, saranno determinate dalla novità di un impianto necessariamente adeguato a una realtà diversa.

I docenti saranno chiamati a costruire i percorsi formativi e a predisporre gli strumenti e i documenti relativi al procedimento e che sintetizzano la valutazione stessa.

 

IL QUADRO NORMATIVO DELLA VALUTAZIONE

L'articolo 17 del dpr n. 275/99 aveva abrogato la norma del Testo unico (articolo 44 del dlgs n. 247/94) che disciplinava la valutazione degli alunni, la scheda personale di valutazione, l'attestato, nonché le competenze del ministero dell'istruzione a definire modalità, tempi e criteri di valutazione. e anche le forme di comunicazione alle famiglie.

Gli articoli 8 e 11 del dlgs n. 59/04, relativi rispettivamente alla scuola primaria e alla scuola secondaria, dispongono ora che siano affidati alla competenza dei docenti appartenenti all'équipe pedagogica (docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste nei piani di studio) la valutazione periodica e annuale, la valutazione dei periodi triennali, l'eventuale non ammissione alla classe successiva all'interno del periodo biennale, la certificazione delle competenze acquisite dall'alunno, l'accertamento della validità dell'anno scolastico per gli alunni della scuola secondaria di primo grado.

Da tale quadro normativo emerge il rafforzamento del ruolo e delle responsabilità delle istituzioni scolastiche autonome e dei docenti nella valutazione degli alunni.

 

I DOCUMENTI DELLA VALUTAZIONE

Il compito di predisporre la scheda personale e l'attestato finale per gli alunni è ora affidato ai docenti. Viene tuttavia prospettata l'esigenza che le istituzioni scolastiche continuino ad adottare per la valutazione dei livelli di apprendimento delle varie discipline le espressioni sintetiche (ottimo, discreto, buono, sufficiente, insufficiente) finora utilizzate. La scheda personale dell'alunno potrà essere allegata al portfolio delle competenze individuali (strumento di documentazione dei processi formativi che si articola in due sezioni: una dedicata all'orientamento, l'altra alla valutazione dell'alunno) proprio nella sezione dedicata alla valutazione. Nella prima fase di applicazione di questo documento scolastico, del tutto nuovo, l'attenzione viene rivolta agli aspetti valutativi, anziché a quelli relativi all'orientamento. Del tutto contingente appare il richiamo della circolare all'opportunità di seguire nella strutturazione del portfolio criteri di funzionalità per non gravare i docenti di adempimenti formali aggiuntivi. La compilazione e l'aggiornamento del portfolio, in realtà, dovrebbero spettare al docente tutor. Le stesse scuole dovrebbero predisporre un proprio modello di attestato finale, anche mutuandolo da quello ministeriale utilizzato nel precedente ordinamento e già incluso nella scheda personale dell'alunno.

A questi documenti dovrà aggiungersi la certificazione di conoscenze, competenze e abilità dell'alunno. In realtà, è questo il documento che assumerà maggior valore e peso, per la larga diffusione e utilizzazione nell'ambito della Comunità europea.

Saranno infine adottati dai docenti, in coerenza con i principi in materia di valutazione, i documenti scolastici interni, quello relativo al funzionamento delle varie classi e quello attinente all'attività dei docenti.