Mozione dell'Assemblea dei Precari di Venezia.

Mestre, 16 gennaio 2007.

 

Alle Organizzazioni Sindacali del comparto scuola

alle forze politiche

alle Associazioni nazionali e locali dei precari della scuola

alla stampa locale e nazionale

 

   L’assemblea dei precari della scuola della provincia di Venezia, riunita martedì 16 gennaio al liceo Scientifico G. Bruno di Mestre, con la presenza di 150 persone in rappresentanza di circa 3.000 addetti con contratto a tempo determinato, guarda con preoccupazione al fatto che l’anno scolastico è iniziato senza alcuna discontinuità con cinque anni di gestione morattiana della scuola.

   Soprattutto per quanto riguarda la precarietà nulla è cambiato, anzi: quest’anno i precari sono più dell’anno precedente, oltre 200 mila i supplenti annuali e fino al termine dell’attività didattica del paese, circa un quinto del personale; addirittura i precari del personale ATA sono 80.000 – metà dell’intero organico.

   La legge Finanziaria 2007 per la scuola prevede tagli per 3,175 miliardi di € in tre anni, attraverso la riduzione degli organici di circa il 5%.

   Anche la promessa dell’assunzione a tempo indeterminato in tre anni di 150.000 docenti e 20.000 ATA, risulta appunto una promessa: il ministro Padoa Schioppa dovrà autorizzarli anno per anno.   E comunque le assunzioni, anche se attuate, non coprirebbero neppure il turn- over, visto che i pensionamenti nei prossimi anni saranno numericamente straordinari.

   La cancellazione poi, dal 1° gennaio 2007, delle graduatorie permanenti, sostituite da Graduatorie ad Esaurimento, rappresenta una forzatura per cambiare il reclutamento nella scuola: molti premono per arrivare alle assunzioni diretta da parte dei dirigenti scolastici.

 

L’Assemblea decide di costituire una RETE ORGANIZZATA di docenti e ATA precari, che trovi collegamenti a livello regionale e nazionale, per sviluppare un movimento contro la precarietà nella scuola su questi contenuti ed obiettivi:

 

No alla Riforma Moratti e ai tagli della Finanziaria

- abrogazione della Riforma Moratti e di tutti i decreti attuativi in vigore o sospesi dal ministro Fioroni, compreso il decreto sull’art. 5 che riguarda la formazione e reclutamento degli insegnanti; la Riforma Moratti rappresenta, con la riduzione di orari e insegnamenti, il passaggio della istruzione professionale alle Regioni, ecc., oltre a tutto, una straordinaria riduzione degli organici dei docenti e ATA.

- No ai tagli agli organici;

- No al taglio degli insegnanti di sostegno previsto dalla finanziaria;

 

A parità di lavoro  parità di trattamento: basta con lo sfruttamento dei precari

- Eliminazione delle differenziazioni tra supplenti annuali e supplenti fino al termine dell’attività didattica: stipendio estivo per tutti coloro che svolgono almeno 180 gg. di servizio in un anno;

- parità di trattamento economico e normativo per quanto riguarda ferie, malattia, permessi tra il personale a tempo determinato e indeterminato;

- progressione di carriera (scatti di anzianità) anche per il personale a tempo determinato, almeno dopo quattro anni di servizio, com’era per gli insegnanti di religione prima che una sanatoria li immettesse scandalosamente in ruolo, lasciando gli altri supplenti a vita; è ora di finirla con il fatto che un precario, anche dopo quindici o vent’anni di servizio, abbia sempre lo stipendio a livello zero;

- ricostruzione della carriera, per gli immessi in ruolo, considerando tutto intero il servizio pre-ruolo (oggi sono riconosciuti solo i primi quattro anni e i due terzi del rimanente);

TUTTO QUESTO PER ELIMINARE LE CAUSE DELLA PRECARIETÀ: L’ESTREMA CONVENIENZA PER L’AMMINISTRAZIONE NEL MANTENERE UNA QUOTA STRORDINARIA DI PERSONALE CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO; UN PRECARIO COSTA MEDIAMENTE 8.000 € IN MENO DI UN LAVORATORE DI RUOLO;

 

Basta precarietà, tutti in ruolo

- IMMISSIONE IN RUOLO SU TUTTI I POSTI VACANTI E DISPONIBILI DI ORGANICO DI DIRITTO E ANCHE DI FATTO; SULL’ORGANICO DI FATTO L’AMMINISTRAZIONE HA SEMPRE BARATO, ALLARGANDOLO A DISMISURA PROPRIO PERCHE’ SUI POSTI DI ORGANICO DI FATTO NON SONO PREVISTE IMMISSIONI IN RUOLO;

- la nuova tabella di valutazione dei titoli per le Graduatorie ad Esaurimento, prevista dalla Finanziaria, deve valorizzare la professionalità acquisita e quindi l’anzianità di servizio, oltre al punteggio di abilitazione; no a criteri studiati apposta per creare la “guerra tra poveri” fra i precari; no alla sopravvalutazione del servizio di montagna, ecc. o di corsi di perfezionamento inutili e poco seri a pagamento, organizzati dagli Atenei solo per speculare sulla pelle dei precari;

- attivazione dei corsi abilitanti del DM 85/05 e a prezzo politico, come prevede la legge ed il decreto istitutivo, NO ALLE SUPER TASSE previste dagli Atenei (2.500/2.800 €) e completamento delle procedure abilitanti per l’inclusione nelle GE in tempi utili per le immissioni in ruolo del prossimo anno scolastico;

 

Sul nuovo reclutamento degli insegnanti

- inizio di un confronto serio, anche con il mondo dell’università, gli studenti in particolare, sulle nuove procedure di formazione e reclutamento del personale docente che ESCLUDANO NEL MODO PIÙ ASSOLUTO L’ASSUNZIONE DIRETTA DA PARTE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI.

 

BASTA CON LE PROMESSE, IN RUOLO SUBITO

   Chiediamo al governo una prova concreta della volontà di chiudere con la precarietà nella scuola, tanto strombazzata in campagna elettorale:

IMMISSIONE IN RUOLO SUBITO, UTILIZZANDO LE GRADUATORIE PERMANENTI ESISTENTI, PRIMA DI AGGIORNARLE ED INTEGRARLE QUINDI, E LE GRADUATORIE DI MERITO DEI CONCORSI, DI UNA QUOTA CONSISTENTE DI PERSONALE DOCENTE – (50.000) ED ATA (30.000) – CON DECORRENZA GIURIDICA DAL 1 SETTEMBRE 2006 ED ECONOMICA DAL 1 SETTEMBRE 2007.

   Sarebbe un provvedimento a costo zero per l’Amministrazione, che darebbe però fiducia e sicurezza ai precari.   A luglio poi si aggiungerebbe un altro contingente del piano previsto dalla finanziaria, utilizzando il doppio canale delle GE e delle GM dei concorsi, con decorrenza giuridica/economica dal 1 settembre 2007.

 

 A SOSTEGNO DI TUTTO QUESTO LAVOREREMO, NELLE PROSSIME SETTIMANE, PER CREARE UN MOVIMENTO NAZIONALE CHE COSTRUISCA UN RAPPORTO DI FORZA FAVOREVOLE PER VINCERE SU QUESTI OBIETTIVI, ANCHE CON UNO SCIOPERO GENERALE CONTRO LA PRECARIETA’ NELLA SCUOLA: SE TUTTI I PRECARI PER UN GIORNO SI ASTENESSERO DALLE ATTIVITA’ LE SCUOLE NON POTREBBERO NEPPURE APRIRE.

 

L’Assemblea della RETE ORGANIZZATA di docenti e ATA precari della provincia di VE si riconvoca per verificare il lavoro svolto tra quindici giorni, in data e sede da definire.

 

Mestre, 16 gennaio 2007