COMUNICATO STAMPA.

 

di Lucia Iorio, dell'ADPM  (Associazione  Docenti  Precari Milano e Provincia), 28/2/2005

 

Da molto tempo si parla di nuovo sistema di reclutamento per l'accesso all'insegnamento e, nonostante le profonde riserve e le dure dichiarazioni delle organizzazioni sindacali e del mondo della scuola,  il Consiglio dei Ministri in data 26 febbraio ha iniziato l'esame del Decreto attuativo dell'art. 5 della legge 53/03.

Si è scongiurato il pericolo della chiamata diretta dei presidi, cosa che era nettamente in contrasto con la nostra costituzione, anche perché tale sistema di reclutamento andava ben oltre la legge delega prevista dalla legge 53, ma, cosa che ha lasciato il mondo dei docenti precari nel completo sconcerto, il testo prevede dall'a.s. 2008/09 la formazione di una graduatoria regionale per coloro che conseguono la laurea specialistica (o magistrale ancora non è chiara la denominazione) andando a demolire le attuali graduatorie di merito e, purtroppo, cosa che ha dell'incredibile, non vi è traccia di un qualsiasi riferimento ad una fase transitoria che possa garantire ai docenti precari iscritti nelle due attuali graduatorie vigenti l'ingresso nel mondo della scuola a tempo indeterminato.

Andando a confrontare il testo del decreto legislativo e quello dello Stato giuridico degli insegnanti (AC 4091), attualmente in fase di dibattito alla Camera, si notano profonde discrepanze e contrapposizioni che fanno pensare a strani giochi o a schizofrenie politiche. In ogni caso, anche qui non vengono previste norme transitorie. I docenti precari pluriabilitati e altamente qualificati che da anni lavorano con professionalità, correttezza e puntualità non vengono neanche citati e si è cominciata a materializzare la loro graduale espulsione dal sistema scolastico mascherata dalle dichiarazioni dei giorni passati del ministro che continua solo a parole a evidenziare che sarà garantito il 50% dei posti delle GP ai "precari storici" e il 50% ai vincitori del concorso ordinario inseriti nelle Graduatorie di merito. La verità è che attualmente non esiste per i precari  alcuna garanzia, ma  si parla solo di nuovi giovani altamente professionali che avranno garanzia di lavorare in futuro .

A tutto ciò si aggiunge un'altra  dichiarazione del Ministro che promette nomine in ruolo su tutti i posti vacanti (200.000 posti) in osservanza della legge 143/04 e la messa a disposizione dei relativi stanziamenti per superare l’annoso problema del precariato.

Ci chiediamo come sia possibile, a giudizio del Ministro, risolvere tale situazione che si è creata negli anni, visto il crescente numero di abilitati, in quanto i docenti  precari coprono i posti liberi in organico di diritto e i posti liberi in organico di fatto ma le assunzioni a tempo indeterminato  avvengono solo sull’organico di diritto con la ripartizione del 50 % dalle graduatorie permanenti e 50% dalle graduatorie di merito.

Se il Ministro, quindi,  assumesse subito su tutti i posti disponibili, solo una parte dei precari verrebbe assunta a tempo indeterminato e sarebbero esclusi tutti quelli che da anni lavorano regolarmente sull’organico di fatto. Il fenomeno precariato, dunque, si può superare solo se, a fianco dello sblocco delle assunzioni, si introducono novità normative sulla trasformazione dei docenti a termine in docenti stabilmente alle dipendenze dell’amministrazione, seppure senza cattedra.

Ma il problema grave rimane l’assenza allo stato attuale di norme transitorie: i docenti precari,   esclusi dalla eventuale assunzione, dall’a.s. 2008/09 non avrebbero più alcuna garanzia perché i posti sarebbero occupati dai nuovi docenti specializzati. Scopriamo poi che il CNPI ha emesso due pareri importanti in data 25 febbraio inerenti la definizione delle norme generali  in materia di formazione ai fini dell'accesso dell'insegnamento, ai sensi dell'art. 5 della Legge 28 marzo 2003 n. 53, e quello sul riordino delle classi di concorso. 

Nello specifico del corso di laurea magistrale, finalizzata alla formazione dei docenti, il CNPI segnala alla lettera d "c’è la necessità di rafforzare una fase transitoria  in cui si coniughino i diritti acquisiti di chi è già in possesso dei titoli di accesso all’insegnamento con il loro adeguamento alle nuove professionalità”.

Entrando nel merito " Riguardo alle nuove procedure di accesso ai ruoli, il CNPI ritiene preliminare e indifferibile la soluzione del problema del precariato, al fine di realizzare la stabilizzazione di tutto il personale"  e  " Riguardo alla formazione di servizio, il CNPI, in linea con quanto già più volte espresso, non condivide l'ipotesi di affidare tout a court la gestione della formazione in servizio all'università".

Il Consiglio dei Ministri, avendo chiuso la fase preliminare,  non ha tenuto conto di questo.

Tante belle parole dunque del Ministro, purtroppo dalla carta si legge e si comprende tutt'altro: si vogliono calpestare i diritti acquisiti dei docenti precari,  professionalmente qualificati e di lunga esperienza, per favorire chi ancora il titolo di studio non l'ha conseguito.

 

Riteniamo questo una grave e profonda ingiustizia, chiediamo impegni seri e rispetto delle regole e ribadiamo con forza che  qualunque modifica al sistema di reclutamento debba prima studiare delle soluzioni alla attuale emergenza precariato, che è diventato un vero e proprio dramma sociale per chi lo vive e ne è coinvolto, e poi si potrà pensare a eventuali cambiamenti. 

Non si può gettare via l'esistente, che ha servito fedelmente lo Stato per tantissimi anni,  relegandolo a disoccupato che difficilmente potrà riciclarsi in altri settori del mondo lavorativo.

 

ASSOCIAZIONE  DOCENTI  PRECARI MILANO E PROVINCIA